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La centrale di allarme è il cuore dell'impianto, il quale, attraverso la centrale stessa, può essere parzializzato, cioè fare in modo che alcuni ambienti siano protetti e altri no. E' la centrale che, nel momento in cui un sensore rileva un´intrusione, in base a come è stata programmata, decide quali attuatori attivare e per quanto tempo; è inoltre adibita alla memorizzazione degli eventuali allarmi avvenuti e delle anomalie. Le centrali più classiche sono quelle filari; vale a dire che hanno un cavo che va ad ogni sensore e ad ogni dispositivo, attraverso il quale forniscono l´alimentazione e ricevono il segnale di allarme. Ci sono inoltre centrali via radio; queste permettono di evitare la posa del cavo necessario tra la centrale e ogni sensore, in quanto ricevono il segnale tramite onde radio, permettendo di raggiungere locali distanti o privi di tubazioni agibili. Un parametro fondamentale nella scelta della centrale è il numero delle zone; l'ideale sarebbe avere una zona per ogni sensore installato. Quando ciò non è possibile occorre ottimizzare le zone, raggruppando ad esempio in un unica zona i sensori che per certo non occorrerà mai escludere, o che se verranno esclusi, lo saranno tutti insieme (contatti delle finestre o similari). Altro fattore importante per la scelta del numero delle zone sono i possibili falsi allarmi. In tale circostanza la centralina riconoscerà e memorizzerà da quale zona è provenuto l´allarme, ma se dovessero esserci troppi sensori facenti capo alla medesima zona, l´individuazione del sensore che ha generato l´allarme risulterebbe molto problematica. A questo proposito è bene far notare che, escludendo i falsi allarmi dovuti a sviste da parte di chi utilizza l'impianto, è molto più probabile un falso allarme generato da un sensore volumetrico piuttosto che da un perimetrico (barriere escluse), con conseguente consiglio di non associare più sensori volumetrici sulla medesima zona.