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Progetta il tuo impianto
Per la progettazione di un impianto d´allarme è di fondamentale importanza l´individuazione delle aree più sensibili e dei punti di più facile accesso all´interno dell´ambiente.
Per un buon sistema antintrusione, generalmente, non è richiesta la presenza di un sensore in ogni ambiente della zona da proteggere, ma è spesso sufficiente la protezione dei passaggi obbligati o dei soli ambienti cosiddetti "sensibili", locali dove è contenuta merce preziosa o per voi di grande valore.
E´ superfluo, ad esempio, inserire un sensore volumetrico nella cucina di un appartamento, posto al quinto piano, e che ha come unico accesso esterno una finestra senza balcone, è infatti improbabile che arrivi un acrobata a calarsi dal tetto per entrare in una finestra in una posizione tanto scomoda, quando magari la sala da pranzo ha un bel balcone con una porta finestra, per non contare il fatto che se anche dovessero entrare avrebbero ben poco da rubare in una cucina! E´ molto importante invece allarmare i passaggi obbligati, che potrebbero ad esempio essere il corridoio su cui si affaccia questa cucina, in modo tale che appena l´eventuale intruso volesse uscire dalla stanza sarebbe subito individuato.
Prendiamo ad esempio l´appartamento riportato qui a fianco, ipotizzando che sia posto al terzo di cinque piani e che nelle vicinanze delle finestre di entrambe le camere da letto non ci siamo pluviali, tubi, sporgenze o qualsiasi altra cosa che possa permettere un possibile appiglio. Risulta evidente che sia improbabile un´intrusione da esse, anche in considerazione della presenza del balcone, da cui un´eventuale intrusione risulterebbe estremamente più semplice! Ne risulta che per proteggere le camere da letto è sufficiente un solo volumetrico, posto nel disimpegno tra le due camere, passaggio obbligato per poterle raggiungere, e che nella sola da pranzo è necessario un volumetrico a protezione dell´ambiente, a causa appunto della presenza del balcone. Un sensore volumetrico in cucina non è fondamentale, in quanto nell´eventualità di un´intrusione da questa stanza il ladro non si fermerebbe certo lì, e per uscire da questa sarebbe obbligato a passare dalla sala da pranzo.
Una possibile soluzione potrebbe quindi essere quella proposta a fianco. I dispositivi sono posizionati in modo tale da non essere troppo distanti tra loro, questo permette una posa dei cavi di collegamento più rapida e meno difficoltosa, ed è un impatto estetico più contenuto. Nella maggior parte delle occasioni in cui non è presente una predisposizione e bisogna far passare i cavi esterni questi si vedranno, e vien da se che più lungo è il tragitto da percorrere e meno gradevoli saranno da vedere, è quindi sempre consigliabile evitare grandi distanze tra i vari dispositivi, stando attenti però che questo non avvenga a discapito della sicurezza dell´impianto.
L´inserimento/disinserimento dell´impianto, per evitare la posa di un cavo fino alla porta d´ingresso, si può temporizzare, in modo tale da lasciare il tempo, all´apertura della porta, di disinserire, oppure può avvenire tramite radiocomando.
Per un´eventuale protezione perimetrale (che aumenterebbe il livello di sicurezza e darebbe la possibilità di un inserimento parzializzato nelle occasioni in cui è presente qualcuno nella casa, es. durante la notte) è possibile montare degli switch sulle tapparelle delle porte finestre del balcone, in grado di rilevare un´eventuale forzatura della tapparella.
La posa dei cavi di questi risulta, ancora una volta, sufficientemente semplice e poco invasiva. Possiamo infatti sfruttare il cavo che va alla sirena esterna, facendolo passare per il cassone della tapparella del soggiorno, interrompendolo all´interno, per poi ripartire andandosi a collegare con il cassone della tapparella della cucina. Il cavo per lo switch alarm del bagno (possibile punto di accesso in quanto estremamente vicino al balcone) lo si può posare facendolo passare sul filo superiore delle piastrelle, fissato con del silicone acrilico, rendendolo praticamente invisibile.
Volendo evitare la posa dei cavi, si può sempre optare per una soluzione via radio, in cui gli unici cavi da posare, sono quelli di alimentazione e della sirena (esistono anche sistemi con sirena via radio ma, in quanto poco sicuri, li sconsigliamo vivamente).
Esiste inoltre la possibilità di una soluzione ibrida, cioè una centrale filare a cui vengono collegati i sensori volumetrici via cavo, mentre i sensori perimetrici via radio, per mezzo di un ricevitore posto in centrale.
Per un ambiente come nell´esempio, sarebbe consigliabile una centrale con almeno tre zone (due per i volumetrici, mentre una per i perimetrici).
L´esempio qui proposto è stato riportato per far capire quanto può risultare semplice mettere in sicurezza un ambiente, senza per questo andare incontro a delle spese esorbitanti o a delle difficoltà di istallazione tali da rendere l´operazione fattibile solo ad un esperto del settore, è ovvio poi che ogni ambiente ha le sue necessità e che quindi ogni soluzione va adeguata ad esse. Vi inviatiamo per questo, qualora aveste difficoltà nella progettazione del vostro impianto e voleste semplicemente avere il nostro parere, a richiederci una possibile soluzione alle vostre esigenze, fornendoci informazioni o pianta dell´ambiente da proteggere ( tipo ambiente, possibili punti deboli da voi individuati, eventuali predisposizioni esistenti e necessità particolari), saremo bene lieti di mettere la nostra esperienza al vostro servizio. Vi risponderemo segnalando le soluzioni per noi più idonee, indicandovi il materiale necessario e se lo richiedete anche un preventivo comprensivo del costo della manodopera per l´installazione (fondamentale in questo caso è indicare l´indirizzo).
Ovviamente, ci teniamo a sottolineare, tutto ciò non comporterà alcun obbligo da parte vostra.
Chiedetici pure un preventino online.